
Il nostro amministratore, l’ingegnere Ivano Midulla, è stato intervistato dal quotidiano La Sicilia sul nodo più discusso della transizione energetica nell’Isola: perché, nonostante il moltiplicarsi degli impianti rinnovabili, le bollette dei siciliani non scendono?
La risposta, spiega Midulla, sta in una frase: «Le rinnovabili non sono care: care sono le infrastrutture che non abbiamo costruito».
Il punto di partenza è un paradosso. Il sole e il vento hanno un costo prossimo allo zero — il 1° maggio scorso, per circa sei ore, il prezzo all’ingrosso dell’energia è andato a zero in tutta Italia. Eppure il prezzo finale resta alto: a fissarlo è quasi sempre il gas (in circa nove ore su dieci) e circa il 40% della bolletta è composto da oneri, imposte e costi fissi che con l’energia prodotta non c’entrano.
Da qui la proposta: smettere di “curare il sintomo” con misure temporanee come il taglio delle accise e investire sulle vere leve strutturali. Servono reti elettriche adeguate e soprattutto sistemi di accumulo — oggi circa 18 GWh, ma ne serviranno almeno 121 entro il 2035 — insieme a contratti di acquisto di lungo termine (PPA), allo sviluppo dell’agrivoltaico e a tariffe orarie dinamiche che premino chi consuma quando l’energia costa meno.
Sono i temi su cui IDEA srl lavora ogni giorno, con progetti nel fotovoltaico, nell’eolico e nelle tecnologie per l’energia in Sicilia.
👉 Leggi l’intervista completa su La Sicilia: https://www.lasicilia.it/news/economia/3049640/energia-pulita-ma-bollette-sporche-piu-rinnovabili-o-piu-fonti-fossili-il-rebus-green-in-sicilia.html